Il punteggio Fazekas 2, menzionato in un referto di risonanza magnetica cerebrale, descrive un danno moderato della sostanza bianca. Questo grado intermedio sulla scala di Fazekas indica la presenza di ipersignali confluenti in sequenze T2 FLAIR, situati nella sostanza bianca profonda o in zona periventricolare. La domanda che pone questo risultato è precisa: quale legame misurabile esiste tra questo punteggio e il declino cognitivo negli anziani?
Punteggio Fazekas e rischio cognitivo: cosa permettono di confrontare i dati
La scala di Fazekas classifica le lesioni della sostanza bianca in quattro gradi, da 0 (assenza di lesione) a 3 (danno severo e confluenti). Il grado 2 corrisponde a lesioni che iniziano a confluire senza occupare l’intera sostanza bianca profonda.
| Grado Fazekas | Descrizione RM | Associazione cognitiva documentata |
|---|---|---|
| 0 | Nessun ipersignal | Nessuna associazione riportata |
| 1 | Lesioni puntiformi isolate | Bassa, spesso considerata legata all’invecchiamento normale |
| 2 | Lesioni confluenti moderate | Associazione significativa con un rallentamento delle funzioni esecutive e della velocità di elaborazione |
| 3 | Confluenza estesa della sostanza bianca | Rischio aumentato di demenza vascolare e disturbi motori |
Questa tabella evidenzia una soglia: il passaggio dal grado 1 al grado 2 segna una transizione tra anomalie considerate benigne e lesioni di cui l’impatto sulla cognizione diventa statisticamente misurabile. Al contrario, un Fazekas 2 non predice, da solo, l’evoluzione verso una demenza.
Per comprendere meglio le ripercussioni del punteggio Fazekas 2 sulla salute cognitiva, è necessario andare oltre il numero grezzo ed esaminare la topografia delle lesioni, i fattori di rischio vascolare associati e i risultati dei test neuropsicologici.

Topografia delle lesioni: perché due Fazekas 2 non sono equivalenti
Un stesso punteggio Fazekas 2 può coprire realtà cliniche molto diverse. Una sintesi pubblicata a settembre 2026 conferma che gli ipersignali periventricolari sono più fortemente associati alle performance cognitive rispetto alle lesioni della sostanza bianca profonda isolate.
Le lesioni situate in regione frontale o periventricolare disturbano i circuiti che collegano la corteccia prefrontale ai nuclei della sostanza grigia centrale. Questi circuiti sono direttamente coinvolti nelle funzioni esecutive: pianificazione, flessibilità mentale, inibizione.
Al contrario, lesioni dello stesso grado localizzate nelle regioni posteriori o nel centro semiovale possono rimanere a lungo silenziose dal punto di vista cognitivo, pur influenzando maggiormente la camminata e l’equilibrio. I disturbi della camminata associati a lesioni frontali e periventricolari sono documentati come un indicatore clinico complementare del declino cognitivo.
Il volume reale delle lesioni conta anche
La scala di Fazekas rimane una classificazione visiva semi-quantitativa. Due pazienti classificati come Fazekas 2 possono presentare volumi lesionali molto diversi se si misura precisamente il carico di ipersignali tramite volumetria automatizzata. Il punteggio da solo non cattura il carico lesionale totale, il che spiega perché alcuni pazienti Fazekas 2 rimangono stabili per anni mentre altri declinano più rapidamente.
Fattori di rischio vascolare e progressione delle lesioni della sostanza bianca
La leucopatia vascolare Fazekas 2 non si verifica in modo isolato. Si inserisce nel contesto della malattia dei piccoli vasi cerebrali, i cui meccanismi principali sono l’arteriolosclerosi e la lipohialinosi. Questi processi riducono il flusso sanguigno nella sostanza bianca profonda e provocano un’ischemia cronica.
I fattori di rischio modificabili che accelerano la progressione delle lesioni sono ben identificati:
- L’ipertensione arteriosa è il fattore più costantemente associato alla progressione degli ipersignali della sostanza bianca, indipendentemente dall’età del paziente.
- Il diabete di tipo 2 aggrava il danno microvascolare cerebrale attraverso meccanismi che combinano infiammazione cronica e disfunzione endoteliale.
- Il fumo e la dislipidemia contribuiscono alla rigidità arteriolare e accelerano la rarefazione axono-mielinica nelle aree già fragilizzate.
Un dato recente merita attenzione: uno studio pubblicato su PLOS ONE a settembre 2026 sottolinea che anomalie della sostanza bianca sono frequenti in persone anziane senza demenza. La presenza di un Fazekas 2 non significa quindi che un declino cognitivo sia inevitabile, ma che il controllo rigoroso dei fattori vascolari diventa una priorità clinica.

Interpretare un Fazekas 2: i limiti del punteggio isolato
Il punteggio Fazekas è stato concepito come uno strumento di classificazione radiologica, non come uno strumento prognostico autonomo. Diversi elementi devono essere incrociati con il grado per valutare il reale rischio di declino cognitivo:
- I risultati dei test neuropsicologici standardizzati (valutazione della memoria di lavoro, della velocità di elaborazione, delle funzioni esecutive).
- La presenza di altri marcatori di malattia dei piccoli vasi: microsanguinamenti, lacune, spazi perivascolari dilatati.
- Il grado di atrofia cerebrale globale, che può coesistere con le lesioni della sostanza bianca e amplificare il loro impatto.
- L’esistenza di una patologia neurodegenerativa concomitante, poiché lesioni Fazekas 2 possono coesistere con una malattia di Alzheimer in fase iniziale.
Questa coesistenza complica il quadro clinico. Il punteggio Fazekas non distingue la parte vascolare dalla parte degenerativa in un disturbo cognitivo osservato in un determinato paziente. La diagnosi si basa quindi su un insieme di argomenti clinici, biologici e radiologici.
Monitoraggio RM e valutazione longitudinale
Un Fazekas 2 stabile nel tempo, senza progressione né apparizione di nuovi marcatori vascolari, ha un significato prognostico molto diverso da un Fazekas 2 evolutivo. Il confronto di RM successive consente di distinguere un carico lesionale antico e stabilizzato da una malattia dei piccoli vasi in progressione attiva. La traiettoria delle lesioni conta più del punteggio in un dato momento.
Il punteggio Fazekas 2 è un segnale di allerta radiologica, non una sentenza. La sua interpretazione dipende dalla localizzazione delle lesioni, dal volume reale degli ipersignali, dalla presenza di altri marcatori cerebrovascolari e dal profilo di rischio vascolare del paziente. Il controllo dell’ipertensione, del diabete e degli altri fattori modificabili rimane il leva più documentata per rallentare la progressione verso uno stadio più severo e preservare le funzioni cognitive il più a lungo possibile.



